Organizzare un armadio consapevole

armadio consapevole

Nel giro di pochi giorni è arrivato improvvisamente l’autunno ed è ora di tirare fuori i vestiti un po’ più pesanti e perché no…
anche per fare un po’ di shopping! 😏

Ma anziché buttarci a capofitto con carta di credito alla mano, quello che ci serve è, come sempre, un progetto.

Un armadio organizzato non può che passare infatti da un’attenta osservazione di cosa abbiamo già e di cosa abbiamo bisogno o di cosa desideriamo.

Abbiamo infatti ben chiaro in che modo vorremmo che il nostro guardaroba ci rappresentasse? Come vorremmo esprimere attraverso i nostri abiti e accessori quello che siamo, quali sono i nostri valori e qual è il nostro stile di vita?

Mi piace pensare ad un GUARDAROBA PERFETTO come ad un GUARDAROBA CONSAPEVOLE nel quale riconosciamo pezzo per pezzo una scelta responsabile e intenzionale.

1. Decluttering

Un armadio consapevole è un armadio in cui sappiamo esattamente cosa trovare perché abbiamo scelto pezzo per pezzo e perché abbiamo deciso che ogni singolo capo ha tutto il diritto di occupare uno spazio nel nostro guardaroba.

So già che stai pensando che non sempre va così. E che anzi, spesso e volentieri, non troviamo quello che cerchiamo. Ogni tanto appare qualche capo sconosciuto o dimenticato. E che, comunque sia, la percezione che abbiamo è sempre la stessa…
non abbiamo mai niente da mettere!

E questo accade perché è tutto caotico, sovrapposto, confuso… in poche parole DISORGANIZZATO! Ma cosa possiamo fare per avere un ARMADIO ORGANIZZATO?

Un armadio organizzato passa per prima cosa da una fondamentale fase di decluttering, che consiste del tirare fuori tutto, ma proprio tutto, e selezionare capo per capo interrogandosi sulla possibilità di tenerlo o di eliminarlo.

E in questo processo di osservazione attenta e consapevole non precludiamo ad alcuni indumenti la possibilità di essere trasversali, indipendentemente dalla stagione.

E, mi raccomando, restiamo aperti anche al colore! Chi l’ha detto che autunno/inverno voglia dire solo capi neri e grigi. Quali se non i mesi più freddi hanno più assoluto bisogno di colore!

2. Riparare e riadattare

Un armadio consapevole è anche un armadio ANTI SPRECO… of course!

E si rallegrerebbero le nostre nonne se sapessero che “rammendare”, “riaggiustare” e “riadattare” sono tutti termini che stanno tornando di gran moda.

Orsola de Castro, cofondatrice di Fashion Revolution e autrice de “I vestiti che ami vivono a lungo”, ha intravisto infatti nello spopolare sui social durante il lockdown di tricot e uncinetto, gli albori di un nuovo mood che ci spingerà tutti a riparare anche gli abiti che abbiamo già nell’armadio.

Quando facciamo decluttering infatti è possibile che ci troveremo davanti dei capi che amiamo molto, ma che non indossiamo più, nostro malgrado, perché sono danneggiati o semplicemente perché abbiamo cambiato taglia.

Ma attenzione! La soluzione non è necessariamente quella di eliminarli.

Riparare i nostri abiti, o farli riadattare da un bravo sarto, invece di sbarazzarcene, significa anche evitare che finiscano in una discarica e ridurre così anche il nostro impatto sull’ambiente.

Secondo uno studio della charity WRAP, che si occupa di riduzione degli sprechi, estendere la vita di un indumento di soli nove mesi può ridurre le sue impronte di CO2, idrica e relativa agli sprechi del 20 -30 %.

Tutto questo passa inevitabilmente dalla consapevolezza e dal fare proprio uno stile di vita. Significa cambiare le proprie abitudini.

“La velocità irrefrenabile con cui consumiamo gli indumenti ha sradicato il concetto delle mani dell’uomo che creano cose. È importante ripristinare la cultura della comprensione dei nostri abiti, capire come prendercene cura, e come conservarli”.

3. Capi basic

Un armadio CONSAPEVOLE è un armadio di cui ti puoi fidare. Perché hai CONSAPEVOLMENTE scelto – per l’appunto – con cura tutti i capi e puoi essere sicuro che non avrai mai la sensazione di non avere nulla da indossare.

Magia? No, solo un po’ di organizzazione e buon senso nel costruire una base solida su cui costruire tutti i tuoi outfit.

Avrai probabilmente sentito parlare di guardaroba capsula o capsule wardrobe nella sua versione anglosassone. Si tratta di un guardaroba minimal composto da un numero limitato di indumenti e accessori, così come di colori.

Personalmente non amo gli schemi troppo rigidi e precostituiti, ma c’è senz’altro del buono nel concetto del guardaroba capsula. Che per me non rappresenta l’intero guardaroba, ma solo il suo scheletro composto da pochi capi basici perfettamente combinabili tra loro e in grado di abbinarsi ai capi più particolari.

Il trench, la giacca di pelle, i jeans, il pantalone nero e il pantalone blu, la camicia bianca… vale sempre la pena investire qualcosa in più in questi capi perché calzino a pennello e durino nel tempo.

4. Perfect fit

Un armadio consapevole è anche un armadio in cui consapevolmente scegliamo pezzo per pezzo perché ci piace, perché rappresenta lo stile e il modo in cui vogliamo mostrarci al mondo.
E anche perché ci sta bene, esalta le nostre qualità, ci fa sentire comodi e a nostro agio.

Ed è ancora una volta la consapevolezza che entra in gioco. Consapevolezza dei nostri gusti, ma anche delle forme del nostro corpo e della nostra vera taglia.

Troppo spesso tendiamo infatti a tenere nel nostro armadio capi che ci stanno o troppo stretti o troppo larghi e questo perché non ci osserviamo realmente o non ci accettiamo per quello che siamo.

Ho sempre un po’ l’orticaria per le etichette, ma trovo che prendere come riferimento le tipologie di fisicità (mela, pera, clessidra ecc…) e i capi che più si adattano, possa quantomeno darci un’indicazione e uno spunto per valorizzare al meglio la nostra silhouette.

E ancora consapevolezza del nostro stile di vita e delle attività che conduciamo quotidianamente, che può darci un riferimento veritiero per costruire degli outfit che non siano troppo sbilanciati sui tacchi a spillo o al contrario troppo su leggins e scarpe da tennis.

5. Less is more

Un armadio consapevole è infine un armadio sostenibile.

Ma attenzione! Non vuol dire che dovremmo eliminare tutto quello che abbiamo e sostituirlo con nuovi abiti di brand artigianali ed ecosostenibili.
Ecco, questo NON è sostenibile!

Al contrario, quello che dovremmo sostituire è piuttosto la mentalità del fast fashion e la logica del consumo.

Che si traduce nella ricerca e nella selezione di pochi capi di qualità e che amiamo alla follia.

Sapevi che mediamente per l’80% del tempo indossiamo solo il 20% dei capi che possediamo?

Se pensiamo che quei capi dimenticati sul fondo dell’armadio – alle volte ancora con l’etichetta attaccata – sono stati prodotti utilizzando acqua, materiali e risorse umane… No, NON è sostenibile accumulare e non utilizzare quello che diventa solo “clutter”.

Scegli piuttosto di tenere solo abiti che utilizzi molto spesso e che ami. E quando ti capita di acquistarne di nuovi ispezionali, rivoltali da dentro a fuori, osserva le cuciture…

Quando si parla di sostenibilità la qualità è importante: un armadio sostenibile è composto di capi che durano nel tempo su cui vale la pena investire qualcosina in più.

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